Attenzione attenzione, social innovescion

Accadimenti by

Corro corro, sotto i portici dei Teatini di Lecce, corro mentre dall’altro lato della piazza c’è il palco delle Giornate del lavoro, organizzate dalla Cgil nazionale, in attesa dell’incontro. Cose grosse, c’è anche la Camusso. Corro, corro ma non m’interessa il palco, né quell’incontro. Diretto vado al secondo piano dove è in corso la giornata conclusiva di Lecce Social Innovation city. E salendo, penso quanto sono cambiato, quanto sta cambiando il mondo.

Popolo del pianeta, sentite sentite, sentiteeeee. Bam Zip Gulp, Gasp Sob Tam Tam Gong Sdeng Uhhmm. Sooo  ciaaaal Innooo vation, Sharrrr iiiing ecoooo nomy.

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Mani costruire

Costruire! Che cosa? Una stella!

Storie by

Un suono rimbomba profondo nei miei nervi. Costruire, costruire, costruire! Che cosa? Costruire, costruire, costruire! Ma che cosa? Una stella! Una stella? Sì, una stella da guardare ancora, sai, una di quelle che non muoiono mai. Una di legno pregiato, una stella laboratorio, una stella falegnameria, la falegnameria del padre, la sua falegnameria. Costruire, continuare un lavoro di testa e di mani, il lavoro di suo padre, l’amore per suo padre.

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Signora Madama

“Ridicule” o il valzer delle madame

Invettive by

Prime donne, dame in alto, dal collo lungo, ecco arrivano, parlano, dichiarano, vanno via. Sono uomini, tutti uomini le onorevoli madame, corrono nella trance del nulla, pensando di essere utili, pensando di essere potenti, pensando di essere eterni. Il valzer è iniziato, il valzer è per loro, il valzer è ogni giorno. Con la coda al seguito, i sorrisi immensi, le interviste seriose. Credono  di essere in festa, di essere i festeggiati, di essere i festeggianti, credono che tutto il mondo sia in cerimonia con loro, per le inaugurazioni benedette, per i nastri tagliati, per i soldi annunciati, per le pietre posate, per le opere avviate. Credono e non vedono, credono e nulla vedono chi di dignità resiste, chi di dignità perisce.

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La Terra mi tiene

Criscìti Criscìti

Storie by

Non è una sagra, non è un evento, non è un appuntamento. No! È tenersi assieme, nonostante tutto, il bello e il brutto, i dissapori, i disaccordi, le strategie incerte, l’evocazione romantica. È tenersi assieme su un Appennino, su un “pennino” che qui vuol dire salita, che quando piove ti scivolano il piede e l’anima e la pietra è dura, rozza e fredda  solo a guardarla. Aggrapparsi gli uni agli altri, la terra ci tiene alti, la terra ci tiene assieme e tra i forni si grida Criscìti Criscìti. “La Terra mi tiene” è ad Atena Lucana. Da qualche anno.

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Un “Mi ricordo” post/contemporaneo

Storie by

Mi ricordo che al coworking Kiio Lab di Lecce, Enzo con le sue stampanti 3D dà corpi a fantasie di musei e matrimoni, e che Sara, Vulcanicamente parlando, progetta l’Europa dei giovani.  Che là dentro c’è un artista milanese che inventa giochi creativi per bambini e dà l’esempio,  e che un architetto toscano con lui ha realizzato un piatto per mangiare in piedi, che da qualche mese un piemontese si è trasferito qui per scrivere un libro e che una ragazza polacca e una spagnola, dopo l’Erasmus, sono rimaste qui per vivere di candele e street art.  Anzi a pensarci, sono rimasti tutti qui per viverci Keep Reading

Questa Luna che splende al sole

Storie by

Quando è troppo è troppo. Fare qualcosa davanti a un fiume in piena non è una cosa facile. Che fai? Ti butti dentro, anche se poi non sai cosa accade? Tu che sei abituato a percorsi lineari, semplici, definiti, cosa fai, come lo contieni quel fiume? No, ci vuole un caffè, o meglio l’odore del caffè, le percezioni che nasconde quell’odore, il senso di ripartenza che ogni mattina e ogni pomeriggio si assapora, annusandolo. Calma, adesso calma. Respiro, di odore di caffè qui tra Galatone e Seclì in provincia di Lecce, nella piena campagna del laboratorio Luna, appena arrivo, ce n’è tanto.  Sole già alto, struttura bianca in un pieno di verde, striato da terra brulla e chiara. Keep Reading

La furbizia, la paura e l’ammirazione

Montagne e valle, vicoli stretti in salita, di pietra e di terra, animali e terra, contadini chiusi, poveri, insicuri, sempre sottomessi a qualcuno o a qualcosa, contadini tanto tempo fa,  poi emigranti, poi mezzo arricchiti, con la paura di perdere tutto. Una paura che ci difende ma ci attanaglia, sempre. Che spesso e non sempre crea scetticismo. Che in altre occasioni crea disillusione. Keep Reading

Il professionista “arricchito”

Facciamo un patto, pensiamo al presente. Chi ha accumulato, negli anni passati, inizi a dare un suo contributo al pezzo di terra dove sta lavorando e dove ha acquisito la sua FAMA. Oggi il lavoro manca, i soldi non girano e così la vita sociale sembra sparita, alle iniziative di ogni sorta ci si crede sempre meno. Eppure c’è chi negli anni, nel nostro caro bel pezzo di terra, si è arricchito. E non parlo dei politici, questa volta. Ma di gente che ai politici sicuramente deve molto e che, oltre alla politica, ha fatto leva sui privati cittadini e i loro bisogni. Parlo dei professionisti. Non tutti, è ovvio. Ci sono anche quelli che hanno iniziato tardi e negli anni sono arrivati dopo, quando i posti erano già tutti occupati. O quelli che hanno scelto altre strade. Keep Reading

40 anni al Corso e l’incontro con Primo Levi

Storie by

“Avevo comprato delle tazzine da tè nuove, tutte colorate. Volevo fare una figura carina. Mio marito che lavorava all’Hotel Gottardo aveva invitato a casa Primo Levi e sua sorella. Avevano desiderio di conoscere me e il nostro bambino. Non sapevo chi fosse Levi, mio marito mi aveva detto che era uno scrittore. Quando sono arrivati a casa ho portato il tè nel salotto, accompagnato da pasticcini e biscotti, ma appena vedono le tazzine, lui e la sorella si commuovono.  Ho chiesto se il tè andasse bene, preoccupata, ma loro iniziano a piangere. Non capivo cosa stesse accadendo, pensavo di avere sbagliato qualcosa, ma ero anche contrariata. All’improvviso, entrambi si alzano, vengono verso di me e mi abbracciano. Mi chiedono dove avevo preso quelle tazze e io, esterrefatta, rispondo: ‘Dagli ebrei’, come si usava chiamare il negozio dove avevo comprato le tazzine. Si asciugano il viso, si siedono nuovamente per sorseggiare il tè, poi mi dicono ‘signora sa che queste tazze sono quelle che usavamo a casa nostra, prima della guerra?’. Non conoscevo la loro storia, mi sono poi informata e da allora ci siamo sempre incontrati ogni volta che sono venuti a Lugano. Ci siamo scritti spesso”.

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‘Ndernescional

Una delle maggiori aziende per la filatura e la tessitura del cotone che nacque e si estese nel Sud dell’Italia all’inizio dell’800 fu la SchlaepferWenner, fondata e portata avanti da Federico Alberto Wenner, cittadino di San Gallo che, insieme ad altri imprenditori svizzeri, si trasferì  nel Regno delle Due Sicilie per poter sfruttare la vitalità del mercato del lavoro, tanto che la SchlaepferWenner& C. nel 1837 dava lavoro a quasi 2000 operai. «Non solo svizzeri, ma francesi, tedeschi, inglesi. All’inizio del XIX secolo aspiranti imprenditori venivano al Sud perché l’economia stava crescendo tanto nei commerci, quanto nell’industria», ci conferma Pino Aprile, giornalista (ex vicedirettore di Oggi, ex direttore di Gente) oggi scrittore che da alcuni anni sta dedicando al Meridione d’Italia gran parte dei suoi libri, dal best seller Terroni(250 mila copie vendute) a Giù al Sud, da Mai più Terroni a Il Sud puzza (2013, Edizione Piemme). Keep Reading

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