Il professionista “arricchito”

in Parole Riflesse di

Facciamo un patto, pensiamo al presente. Chi ha accumulato, negli anni passati, inizi a dare un suo contributo al pezzo di terra dove sta lavorando e dove ha acquisito la sua FAMA. Oggi il lavoro manca, i soldi non girano e così la vita sociale sembra sparita, alle iniziative di ogni sorta ci si crede sempre meno. Eppure c’è chi negli anni, nel nostro caro bel pezzo di terra, si è arricchito. E non parlo dei politici, questa volta. Ma di gente che ai politici sicuramente deve molto e che, oltre alla politica, ha fatto leva sui privati cittadini e i loro bisogni. Parlo dei professionisti. Non tutti, è ovvio. Ci sono anche quelli che hanno iniziato tardi e negli anni sono arrivati dopo, quando i posti erano già tutti occupati. O quelli che hanno scelto altre strade.

I professionisti! Molti si sono arricchiti. Ma soprattutto avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, medici, notai e consulenti di varia natura. Altri come i periti agrari, gli agronomi, i biologi, i chimici, i giornalisti, gli psicologi, diciamoci la verità, altro che arricchirsi…hanno scelto rami poco bazzicati e sono costretti a riconcorrere progetti, servizi pubblici e chissà cosa…Ma vuoi mettere l’ingegnere o l’architetto “preferito” del Comune? Quelli che a tappe fisse ritornano e progettano una strada, una scuola, una piazza senza verde e con tanto tanto bel cemento bianco? Vuoi mettere la stima che ha un medico specialista di qualcosa, che oltre all’ospedale, si fa il suo studiolo e riceve per appuntamento? E il commercialista che diventa pure il revisore dei conti di tal Ente? E l’avvocato che in un paese rissoso come il nostro, dove a “fare causa” sono tutti, si è fatto un nome e sbriga litigi nel proprio studio, magari con stagisti o aspiranti avvocati pagati male o non pagati?

In Italia, si sa, i professionisti si tramandano il potere in maniera ereditaria. E ogni tentativo di riforma è bloccato, così, passo dopo passo, anno dopo anno, nel nostro bel pezzo di terra sono nati i grandi studi, i “Dottò” si sono sprecati e molti, non tutti, hanno accumulato.Ma non è una invettiva, uno sparare contro. Andiamo avanti. Facciamo un patto. Sembra ingenuo vero? Eppure è semplice. Smettetela di comprare appartamenti a  Roma per affittarli agli studenti senza un contratto. Basta fare rendita. Mostrate invece riconoscenza per quel pezzo di terra, per la gente che vi ha dato i soldi, per il Comune che vi chiama ogni tanto perché siete stati forse bravi ma anche più scaltri a maneggiare le parole e la presenza.

Cari professionisti è ora di dare, dopo aver preso. Non siate assenti per le cose che contano. I modi possono essere tanti, ci sono giovani, altri professionisti da pagare correttamente per il loro lavoro, associazioni da incoraggiare, teatri da costruire, centri storici da rinvigorire, idee da sostenere.

Non beneficenza, ma riconoscenza obbligata senza scopo di lucro.

Salvatore Medici