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Salvatore Medici - page 3

Salvatore Medici has 30 articles published.

Che strano!

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Che strano!

Parlava di cose che una volta credevo fondamentali e che ora mi sembravano strane. E pensavo come era strano che ora quelle cose che solo un paio di anni fa ritenevo importanti, mi apparissero così strane. Parlava e si riferiva a parole come “performance, risultati, obiettivi, aggiornamenti”, e mentre parlava e io pensavo a come erano strane quelle parole, pensavo anche che invecchiare è bello, perché vuoi vivere e sentire. Pensare che invecchiare è bello, perché vuoi vivere. Che strano. E allora mi son sentito veramente strano e ho iniziato a fare cose mai fatte fino a quel momento, perché volevo vivere, invecchiare sì ma vivere.

Pulito relativo

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Pulito relativo

Come era stato dirompente l’arrivo in quella nuova terra, nel bene e nel male. Pulita. Anzi troppo pulita, quasi a lavare le coscienze e la vita stessa di tutti i fronzoli, le storture, le variazioni e l’irregolare che fanno della vita, la vita stessa. E con case ovunque sui monti. Abusivismo edilizio? Chissà, tutto è relativo. Al Sud, l’abusivismo è nel piano. E le case sono sempre in attesa di essere concluse, a volte lo scheletro è evidente, altre volte manca l’intonaco o il colore, ma si attende la fine, e nell’attesa si vive tra l’ansia e la felicità. Ma quell’arrivo valeva la pena viverlo assaporando ogni cosa, ogni sentimento, ogni novità.

Che ti strazia il cuore

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Che ti strazia il cuore

Vite che si inceppano su errori del passato, sogni stracciati da confini stranieri, tentativi coraggiosi stravolti dal destino, volontà totali divorate dalla furbizia, calore raffreddato da labile psiche, rimorsi inviolabili. Adesso non c’è nulla. Più nulla, mi dicono, in questa sera di luna piena, davanti a un cielo stellato che riflette le Alpi innevate. In una sera come questa, che sola a vederla ti strazia il cuore di bellezza e fa pensare avanti, qualcosa c’è, c’è sempre qualcosa.

Un “Mi ricordo” post/contemporaneo

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Mi ricordo che al coworking Kiio Lab di Lecce, Enzo con le sue stampanti 3D dà corpi a fantasie di musei e matrimoni, e che Sara, Vulcanicamente parlando, progetta l’Europa dei giovani.  Che là dentro c’è un artista milanese che inventa giochi creativi per bambini e dà l’esempio,  e che un architetto toscano con lui ha realizzato un piatto per mangiare in piedi, che da qualche mese un piemontese si è trasferito qui per scrivere un libro e che una ragazza polacca e una spagnola, dopo l’Erasmus, sono rimaste qui per vivere di candele e street art.  Anzi a pensarci, sono rimasti tutti qui per viverci Keep Reading

Questa Luna che splende al sole

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Quando è troppo è troppo. Fare qualcosa davanti a un fiume in piena non è una cosa facile. Che fai? Ti butti dentro, anche se poi non sai cosa accade? Tu che sei abituato a percorsi lineari, semplici, definiti, cosa fai, come lo contieni quel fiume? No, ci vuole un caffè, o meglio l’odore del caffè, le percezioni che nasconde quell’odore, il senso di ripartenza che ogni mattina e ogni pomeriggio si assapora, annusandolo. Calma, adesso calma. Respiro, di odore di caffè qui tra Galatone e Seclì in provincia di Lecce, nella piena campagna del laboratorio Luna, appena arrivo, ce n’è tanto.  Sole già alto, struttura bianca in un pieno di verde, striato da terra brulla e chiara. Keep Reading

La furbizia, la paura e l’ammirazione

in Parole Riflesse by

Montagne e valle, vicoli stretti in salita, di pietra e di terra, animali e terra, contadini chiusi, poveri, insicuri, sempre sottomessi a qualcuno o a qualcosa, contadini tanto tempo fa,  poi emigranti, poi mezzo arricchiti, con la paura di perdere tutto. Una paura che ci difende ma ci attanaglia, sempre. Che spesso e non sempre crea scetticismo. Che in altre occasioni crea disillusione. Keep Reading

Il professionista “arricchito”

in Parole Riflesse by

Facciamo un patto, pensiamo al presente. Chi ha accumulato, negli anni passati, inizi a dare un suo contributo al pezzo di terra dove sta lavorando e dove ha acquisito la sua FAMA. Oggi il lavoro manca, i soldi non girano e così la vita sociale sembra sparita, alle iniziative di ogni sorta ci si crede sempre meno. Eppure c’è chi negli anni, nel nostro caro bel pezzo di terra, si è arricchito. E non parlo dei politici, questa volta. Ma di gente che ai politici sicuramente deve molto e che, oltre alla politica, ha fatto leva sui privati cittadini e i loro bisogni. Parlo dei professionisti. Non tutti, è ovvio. Ci sono anche quelli che hanno iniziato tardi e negli anni sono arrivati dopo, quando i posti erano già tutti occupati. O quelli che hanno scelto altre strade. Keep Reading

40 anni al Corso e l’incontro con Primo Levi

in Storie by

“Avevo comprato delle tazzine da tè nuove, tutte colorate. Volevo fare una figura carina. Mio marito che lavorava all’Hotel Gottardo aveva invitato a casa Primo Levi e sua sorella. Avevano desiderio di conoscere me e il nostro bambino. Non sapevo chi fosse Levi, mio marito mi aveva detto che era uno scrittore. Quando sono arrivati a casa ho portato il tè nel salotto, accompagnato da pasticcini e biscotti, ma appena vedono le tazzine, lui e la sorella si commuovono.  Ho chiesto se il tè andasse bene, preoccupata, ma loro iniziano a piangere. Non capivo cosa stesse accadendo, pensavo di avere sbagliato qualcosa, ma ero anche contrariata. All’improvviso, entrambi si alzano, vengono verso di me e mi abbracciano. Mi chiedono dove avevo preso quelle tazze e io, esterrefatta, rispondo: ‘Dagli ebrei’, come si usava chiamare il negozio dove avevo comprato le tazzine. Si asciugano il viso, si siedono nuovamente per sorseggiare il tè, poi mi dicono ‘signora sa che queste tazze sono quelle che usavamo a casa nostra, prima della guerra?’. Non conoscevo la loro storia, mi sono poi informata e da allora ci siamo sempre incontrati ogni volta che sono venuti a Lugano. Ci siamo scritti spesso”.

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‘Ndernescional

in Approfonderie by

Una delle maggiori aziende per la filatura e la tessitura del cotone che nacque e si estese nel Sud dell’Italia all’inizio dell’800 fu la SchlaepferWenner, fondata e portata avanti da Federico Alberto Wenner, cittadino di San Gallo che, insieme ad altri imprenditori svizzeri, si trasferì  nel Regno delle Due Sicilie per poter sfruttare la vitalità del mercato del lavoro, tanto che la SchlaepferWenner& C. nel 1837 dava lavoro a quasi 2000 operai. «Non solo svizzeri, ma francesi, tedeschi, inglesi. All’inizio del XIX secolo aspiranti imprenditori venivano al Sud perché l’economia stava crescendo tanto nei commerci, quanto nell’industria», ci conferma Pino Aprile, giornalista (ex vicedirettore di Oggi, ex direttore di Gente) oggi scrittore che da alcuni anni sta dedicando al Meridione d’Italia gran parte dei suoi libri, dal best seller Terroni(250 mila copie vendute) a Giù al Sud, da Mai più Terroni a Il Sud puzza (2013, Edizione Piemme). Keep Reading

Le formiche parlano di altro

in Storie by

Il pomeriggio non è uno di quelli che ti aspetti al Sud in pieno luglio. L’estate 2013 tarda ad arrivare e la pioggia pomeridiana è una compagna di viaggio troppo riflessiva, immobile. E le chiacchiere con gli amici e i conoscenti non aiutano a darti una mossa. Crisi, economia, crisi, economia, crisi, economia: parole non più tanto vaghe come qualche anno fa, sempre più vicine, entrano in casa, nelle vite, nel risveglio mattutino. Pochi soldi, poco lavoro dignitoso. Parole diventate pietre dure che scavano dentro e annullano ogni desiderio se non quello di trovare una via di fuga, magari via di qua… Keep Reading

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