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Salvatore Medici - page 2

Salvatore Medici has 34 articles published.

Lavorare con lentezza, il tempo del pane

in Storie by
Pane_lento

Lavorare con lentezza, il tempo del pane, quello lungo della notte, le ore di una vita che portano alla felicità “perché la felicità che ricevi a fine giornata, è la felicità che avrai alla fine della tua vita”. Parola di Marius Höckl, il chirurgo ortopedico di Monaco di Baviera che ha scelto di fare il panettiere. Non da solo. Con lui c’è Nicola Cavallini dalla valle di Muggio, prima architetto, poi falegname, ora panettiere con un credo: “Dietro il pane c’è un paesaggio, può esserci una fabbrica o il campo di grano. Tu da che parte stai?”. Marius e Nicola quella “parte” l’hanno scelta, un tipo di vita, un tipo di lavoro, un tipo di pane. Insieme a loro, c’è Dominique Ignomeriello, originaria di Bitonto, sinologa, moglie di Nicola e addetta alle vendite nei mercati.

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Sogno

in Istantanee by

SOGNO, leggero, spontaneo il volare, nei sensi il senso, l’amore ritrovato, un amore nuovo, giorni futuri di lieve andare, il mare il sole il vento, che non c’è, che c’è, ingannatore, ideale, passato, da immaginare in due, da spingere assieme, cene di mani che si guardano, occhi quotidiani, o me o vita, fuggente l’attimo, il fior fiorito, nei sensi l’emozione, di colori e passione, di volontà e sorrisi, braccia impetuose del coraggio, calma di pace fatta, il luogo segreto nel tempo che resta, in una notte di mezza estate.

Due, sette, sette: “Io ho fiducia”

in Accadimenti by
Libro_Bianco_su_Bianco

Una palla bianca schizza in rete, gira tra piedi ignoti che schiacciano un campo di cemento avvolto dalla nebbia, si fa preda di ragazzi in corsa verso la porta, in fuga sulle fasce, in fuga da paesi lontani. A guardare giocare questi richiedenti asilo in un pomeriggio di dicembre a Chiasso, capisci che per dare forma a un tempo e a un futuro incerto, c’è da vivere l’istante, altrimenti impazzisci. Insomma, rincorrere una palla bianca per buttarsi dentro e sorridere, nonostante tutto. Loro lo fanno, nonostante quel tutto che resta.

Ragazzi partiti male nella vita, che rincorrono la vita migliore. C’è chi ce la fa, c’è chi non ce la fa. “Ruggero ce la farà, ma non è sempre così”, sussurra Daniele Finzi Pasca a qualche centinaio di metri di distanza dal campetto. Al Cinema Teatro oggi, 13 dicembre, si presenta il libro del regista, attore e coreografo svizzero, “Bianco su Bianco”.  Keep Reading

Quando le persone lasciano un segno

in Storie by

Le persone arrivano, lasciano un segno, poi ripartono. Qui a Casa Astra, a sud del Ticino, le persone sono di passaggio, ma riempiono questo luogo delle proprie vite, con dolori, speranze, ansie, tentativi. Ho scelto anche io di arrivare e incontrare altre vite, qui in questo luogo di confine, che ospita 24 persone senza fissa dimora, in quella che era la vecchia Osteria del Ponte di Mendrisio.  Abbagliato dal sole della mattina, entro. La prima saletta è quella con il bancone e il bar e alcuni tavoli da perfetta osteria. Dalla cucina sbucano alcuni inquilini della casa. Senza fissa dimora! Persone che hanno bisogno di un tetto, in attesa di rimettere a posto una vita, caduta via, leggermente, su scale fragili e invisibili, per via di una distrazione, di destini malmessi, di passioni rincorse. Keep Reading

L’agosto a metà

in Istantanee by

È arrivato l’agosto rovente, i giorni in cui gli emigrati ritrovano casa e smettono di essere nomadi, ritornando se stessi. I giorni in cui si liberano degli adattamenti mediamente accettati, se ne liberano spesso con eccessiva euforia, con la sfacciataggine di chi pensa di avercela fatta.

Per un mese, solo! Poi la ritirata in terre straniere, né patria né casa, inseguendo la soluzione di una vita e la dignità di uno stare al mondo. E in pancia il dolore e la felicità, eternamente a metà.

#Campdigrano, l’idea che ha trovato il coraggio

in Storie by

La mente ti esalta, ti libera, poi di colpo ti abbatte e ti ruba la voglia. E quando la voglia e il coraggio non li trovi, allora lo stomaco si chiude. E dipende, ma da che dipende, da un lavoro che non è mai stabile, da una comunità che si perde per strada, dal paese che è piccolo e si sta in casa, dal desiderio di una città. Provi, cerchi, riprovi, ricerchi, la mente si sbatte, se ci fosse questo e se ci fosse quello, allora magari…Sarà che non si dovrebbe mai uscire da un posto per non perderne la spontaneità, ma come si fa a non uscire.

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L’amaritudine della perdenza

in Istantanee by

Baci e abbracci persi o non concessi, carichi di travolgenti, pericolose conseguenze, che menti educate misurano o seppelliscono;

Tempi e giorni infiniti, mai riempiti  o conosciuti, gravidi di paure future, immaginate nello stomaco, asfissianti nella testa, lancinanti nella bocca;

Terre nuove, prive di scoperta e di passi calpestati, terre ignote da freddare la pelle, così popolate da accendere le solitudini;

Lavori asfissianti, smorzati di creatività, smembranti per l’incertezza di domani;

Volontà negate e slanci abortiti  nella pancia, schiacciati in un mondo di mezzo consumato, in una perdenza di vita che è parvenza senza forma, impeto fiorito senza odore.

Gli sbagli non sono sbagli, si chiamano percorsi

in Storie by

Chiudi gli occhi e salta, ma solo se senti l’attrazione. C’è la nebbia nel futuro, c’è la paura del bianco, ma senti l’attrazione… E allora salta! Niente matite e gomme per cancellare gli sbagli, solo colori per tracciare un percorso che cambia strada all’improvviso, si aggiusta e si riforma per seguire l’attrazione. Gli sbagli non sono sbagli, si chiamano percorsi. Follia, Pazzia? No, pazza gioia. Dei sensi. Fallimento? Solo coraggio, paziente. Chissàchissà, errori alcuni, ma ci sono le cadute e le “alzate”, e la libertà delle scelte.

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Attenzione attenzione, social innovescion

in Accadimenti by

Corro corro, sotto i portici dei Teatini di Lecce, corro mentre dall’altro lato della piazza c’è il palco delle Giornate del lavoro, organizzate dalla Cgil nazionale, in attesa dell’incontro. Cose grosse, c’è anche la Camusso. Corro, corro ma non m’interessa il palco, né quell’incontro. Diretto vado al secondo piano dove è in corso la giornata conclusiva di Lecce Social Innovation city. E salendo, penso quanto sono cambiato, quanto sta cambiando il mondo.

Popolo del pianeta, sentite sentite, sentiteeeee. Bam Zip Gulp, Gasp Sob Tam Tam Gong Sdeng Uhhmm. Sooo  ciaaaal Innooo vation, Sharrrr iiiing ecoooo nomy.

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Costruire! Che cosa? Una stella!

in Storie by
Mani costruire

Un suono rimbomba profondo nei miei nervi. Costruire, costruire, costruire! Che cosa? Costruire, costruire, costruire! Ma che cosa? Una stella! Una stella? Sì, una stella da guardare ancora, sai, una di quelle che non muoiono mai. Una di legno pregiato, una stella laboratorio, una stella falegnameria, la falegnameria del padre, la sua falegnameria. Costruire, continuare un lavoro di testa e di mani, il lavoro di suo padre, l’amore per suo padre.

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